18 giugno 2026
Autore: Avv. Enrico Germano
La risoluzione è stata approvata lo scorso 28 aprile 2026 con 447 voti favorevoli, 160 contrari e 43 astensioni e gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea di proporre una legge complementare alla direttiva UE del 2024 sulla violenza contro le donne. L’obiettivo centrale è quello di introdurre una definizione comune di stupro basata sull’assenza di consenso. Il principio richiesto è che lo stupro sia definito non tanto dall’uso della forza, ma dal fatto che non c’è un consenso libero, informato e revocabile. Questo approccio è spesso sintetizzato con l’idea: “solo sì significa sì” (only yes means yes).
La richiesta è coerente con la Convenzione di Istanbul, che già stabilisce che lo stupro e la violenza sessuale devono essere definiti in base all’assenza di consenso, non alla prova di violenza fisica. L’UE vuole quindi allineare le legislazioni nazionali a questo standard internazionale. La Convenzione di Istanbul è un trattato internazionale del Consiglio d’Europa che tutela le donne e le ragazze da varie forme di violenza. In Svizzera è entrata in vigore il 1° aprile 2018. Attualmente, la situazione è diversa paese per paese e circa 17 Paesi UE su 27 già usano il consenso come elemento chiave, ma non tutti applicano il vero standard “solo sì significa sì”. Alcuni Stati (tra cui Italia, Ungheria, Slovacchia) restano più legati a modelli basati su violenza o coercizione. Altri come la Svezia nel 2018, la Danimarca con la riforma del 2020, la Spagna con una legge del 2022 e la Francia con la riforma del 2025 sono tra i paesi europei citati come esempi di consenso esplicito al centro della legge.
La direttiva UE del 2024 sulla violenza di genere non includeva una definizione comune di stupro (per mancanza di accordo tra Stati). Considerato che le leggi nei vari Paesi UE sono ancora diverse tra loro, il Parlamento spinge per uniformare le tutele e i criteri giudiziari.
Cosa cambia concretamente rispetto alla Svizzera? Oggi la Svizzera ha già fatto una riforma recente, ma non è identica al modello “solo sì significa sì” che il Parlamento europeo vorrebbe estendere.
Dal 2023 la Svizzera ha aggiornato il diritto penale introducendo il modello del “no significa no”, ovvero è stupro se una persona esprime un rifiuto (verbale o non verbale) oppure se l’autore approfitta di una situazione in cui la vittima non può opporsi, per esempio shock, paura, paralisi.
In pratica serve un segnale di non consenso, anche implicito. Concretamente, attualmente in Svizzera, oltre alle parole oppure ai gesti, anche lo stato di shock o freezing viene considerato come l’espressione di un rifiuto.
Differenza chiave (in concreto) tra l’UE e la Svizzera
| Situazione | Svizzera (“no significa no”) | Modello UE (“solo sì significa sì”) |
| La persona resta passiva, non reagisce | può essere difficile dimostrare reato | più facilmente considerato stupro |
| Non c’è un “no” esplicito | caso più complesso | può bastare l’assenza di “sì” |
| Focus del processo | c’è stato un rifiuto? | c’era consenso attivo? |
Nei fatti, la Svizzera è già più avanzata rispetto al passato, ma resta un sistema basato sul rifiuto (no), mentre il modello UE sposta tutto sul consenso esplicito (sì).
